Diagnosi precoce della Sindrome di Sjögren: ENEA e Università di Verona brevettano kit diagnostico

3 agosto 2015

ENEA e Università di Verona hanno brevettato un kit diagnostico che, in maniera semplice ed economica, è in grado di diagnosticare precocemente la Sindrome di Sjögren, una malattia autoimmune causata da una combinazione di fattori genetici e ambientali che si manifesta con l'infiammazione delle ghiandole esocrine, soprattutto quelle salivari e lacrimali, e può successivamente estendersi ad altri organi, con possibilità di complicanze anche a livello neurologico. Una diagnosi precoce e un rapido intervento nel trattamento della sintomatologia incidono positivamente sul decorso della malattia.

La nuova tecnica diagnostica, alternativa ai metodi bioptici più invasivi e costosi, coniuga conoscenze di virologia vegetale a competenze di immunologia e di biotecnologie e si basa sul virus X della patata, prodotto in una pianta modello, del genere Nicotiana benthamiana, appartenente alla stessa famiglia della pianta del comune tabacco. La conformazione tridimensionale del virus, opportunamente modificata, ha permesso di ottenere un test diagnostico molto sensibile e riproducibile, in grado di rilevare con estrema efficacia pazienti colpiti dalla malattia. Inoltre, la struttura del virus vegetale naturalmente robusta e resistente permette di realizzare kit diagnostici caratterizzati da un’elevata stabilità nel tempo e quindi in grado di essere conservati a lungo. Infine, l’utilizzo di piante come bireattori, per la produzione delle particelle virali utilizzate nel test, consente di contenere notevolmente i costi di produzione del test stesso.

La Sindrome di Sjögren colpisce essenzialmente le donne (il 90% delle persone malate), con un’incidenza su tutta la popolazione mondiale pari allo 0,6%. Viene a volte considerata una malattia rara, perché spesso non è correttamente diagnosticata e il suo tasso di diffusione è sottostimato. La malattia può manifestarsi a qualsiasi età, ma di solito viene diagnosticata dopo i 40 anni, e colpisce persone di qualsiasi razza ed etnia. È raro, ma non impossibile, che colpisca anche i bambini.

È importante sottolineare che per la produzione su larga scala del PVX (virus X della patata) non si utilizzano colture cellulari e fermentatori ma piante appartenenti alla stessa famiglia del tabacco, che vengono utilizzate come vere e proprie biofabbriche, riducendo i costi di produzione.

Le peculiarità descritte rendono il saggio diagnostico molto promettente e aprono nuove prospettive per i malati di Sindrome di Sjogren, che potranno usufruire di una metodologia di indagine precisa, veloce e poco invasiva.

Gli inventori sono: Chiara Lico, Selene Baschieri, Eugenio Benvenuto, Linda Avesani, Elisa Tinazzi, Elena Bartoloni Bocci, Mario Pezzotti, Claudio Lunardi

Il brevetto, depositato il 3-06-2015 con il numero 102015000020005, è disponibile nella banca dati brevetti ENEA dal 4-06-2015 ed è disponibile per il licesing.